"Sant'Antonio" si riferisce principalmente a due santi molto venerati: Sant'Antonio Abate, protettore degli animali, del fuoco e dei contadini, legato alle tradizioni dei falò e alla guarigione dall'herpes, e Sant'Antonio da Padova, il "Santo dei miracoli", patrono dei poveri, degli oggetti smarriti e predicatore, spesso raffigurato col Bambino Gesù e il giglio. Il nome "Antonio" deriva dal latino Antonius e potrebbe significare "fiore" o "pioniere", unendosi al significato di "santo" per indicare una figura "sacra" o "consacrata", come sottolinea Wikipedia.
Sant'Antonio viene spesso raffigurato con un giglio perché, per tutta la sua vita, ha incarnato le parole del Vangelo, vivendo in povertà, purezza e fedeltà alla Parola di Dio.
La leggenda narra che il Santo scese nelle profondità dell'inferno per liberare i peccatori dal fuoco ed è in suo onore, quindi, che tutta Italia ricorda e lo festeggia accendendo un grande falò, come quello di Novoli, o indicando il 17 Gennaio come la data di inizio ufficiale del Carnevale, come in Sardegna.
Sant'Antonio è raffigurato con un bambino in braccio a causa di due principali episodi agiografici: il miracolo del neonato che parla a Ferrara, dove il bambino testimonia l'innocenza della madre, e la visione di Gesù Bambino che gli si manifesta, simbolo della sua profonda unione mistica con Cristo e del mistero dell'Incarnazione. Queste immagini rappresentano la sua devozione, la purezza e la capacità di riportare la vita e la fede.