Le "voci di Orléans" si riferiscono principalmente a un famoso caso di isteria collettiva e panico morale avvenuto nel 1969, in cui una falsa voce diffuse il mito che giovani donne venissero rapite nei negozi di abbigliamento gestiti da ebrei per essere destinate alla tratta delle bianche. Analizzato dal sociologo Edgar Morin, questo fenomeno rappresenta un esempio di "rumor" moderno radicato in pregiudizi.
La dinastia d'Orléans è un ramo cadetto della dinastia francese dei Borbone. Si tratta di una delle più importanti famiglie nobili francesi, al vertice della categoria dei Principi del sangue, che comprendeva i discendenti in linea diretta maschile di un ramo cadetto della Casa Reale di Borbone.
Ella usava come nome «Giovanna la Pulzella» (Giovanna la Vergine). La Pulzella era il cognome che si era scelto; si gloriava di questo epiteto, dichiarando la castità un segno della sua missione. L'espressione «Vergine di Orléans» fece la sua prima apparizione nel XVI secolo.
Non ci sono prove storiche che Giovanna d'Arco soffrisse di schizofrenia, ma alcuni studiosi moderni hanno ipotizzato che le sue "voci" e visioni (attribuitela all'Arcangelo Michele e a sante) potessero essere sintomi di condizioni psicotiche come schizofrenia o epilessia, sebbene altre interpretazioni suggeriscano una profonda spiritualità; tuttavia, si tratta di speculazioni, dato che le conoscenze mediche dell'epoca non permettevano diagnosi definitive.