In Kierkegaard emerge la convinzione che il fine ultimo dell'uomo consista nella realizzazione della vita religiosa. Il passaggio dallo stadio etico a quello religioso viene definito il salto della fede; in questo modo, l'uomo raggiunge la piena felicità.
La filosofia di Kierkegaard è nel suo complesso un'apologia (esaltazione, difesa) religiosa in quanto afferma la validità della religione nell'esistenza umana. La religione è l'unica via di salvezza, l'unico modo di sottrarsi ad una condizione esistenziale caratterizzata dalla possibilità, dall'angoscia e disperazione.
Kierkegaard concepisce, infatti, la verità come qualche cosa che si dà soltanto all'interno di una prospettiva personale, come qualche cosa che noi incontriamo e sperimentiamo sempre e soltanto a partire da una vicenda che ha valore esistenziale, che riguarda l'individuo, il singolo, e non dice mai nulla circa la ...
Qual è la teoria presente al centro della filosofia di Kierkegaard?
Successivamente è stato condotto ad approfondire il tema centrale della sua filosofia, cioè l'esistenza come possibilità. Questo argomento è svolto nelle opere Il concetto dell'angoscia (1844) e La malattia mortale (1849). La vita dell'uomo è fondata sulla scelta, sulla decisione tra possibilità diverse.
Che cosa intende Kierkegaard con il concetto di possibilità?
Nella filosofia di Kierkegaard la possibilità rappresenta dunque una categoria fondamentale dell'esistenza umana, che però provoca anche una condizione di insicurezza, di inquietudine e di travaglio, ossia di angoscia.