Cosa succede ai feti nati morti?

Domanda di: Tolomeo Testa  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Cosa prevede la legge
Per legge, i bambini sono considerati “nati morti” solo quando abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto. Pertanto se un bambino nasce morto dopo la 28° settimana dovrà essere registrato presso l'anagrafe e, solo successivamente, si potrà procedere alla sua sepoltura.

Che fine fanno i feti nati morti?

I feti nati morti nell'età gestazionale compresa tra le 20 e le 28 settimane vengono definiti «prodotti abortivi». In tal caso, la sepoltura è obbligatoria. Entro 24 ore, i genitori possono occuparsene personalmente. Nelle ore successive, la sepoltura avviene a carico della struttura ospedaliera in accordo col Comune.

Cosa si fa con un feto morto?

(Decesso fetale)

I medici eseguono esami del sangue per cercare di identificare la causa della morte in utero. Se il feto morto non viene espulso, la donna può ricevere farmaci per stimolare l'utero a espellere il contenuto oppure quest'ultimo viene rimosso chirurgicamente mediante dilatazione ed evacuazione.

Cosa succede se il bambino muore in pancia?

Complessivamente, le cause più frequenti sono il distacco intempestivo di placenta (o abruptio placentae) e tutte quelle situazioni in cui viene a mancare l'apporto di ossigeno al feto (asfissia).

Quanto tempo si può stare con un feto morto in pancia?

Sebbene gli studi ci dicano che il naturale decorso dopo una morte intrauterina è una fisiologica spontanea attivazione del parto entro le due settimane dalla morte del bambino, solitamente si preferisce indurre il parto entro le 48 ore successive alla diagnosi, soprattutto per evitare possibili rischio per la salute ...

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