Domanda di: Loretta De Santis | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Dopo la morte, poiché cessa la respirazione, l'Atp non può essere prodotto e quindi il calcio non può più variare, concentrandosi o rarefacendosi, ma si distribuisce uniformemente. Ciò avviene in ogni muscolo, che quindi si contrae e rimane contratto, facendo irrigidire tutto il corpo.
I muscoli del corpo iniziano la fase di irrigidimento subito dopo la morte. La rigidità tende a svilupparsi completamente entro 12 ore, con temperature comprese fra 20 e 25 °C. La permanenza della rigidità varia, fino alle 36 ore. Successivamente i processi di decomposizione inducono il rilasciamento dei muscoli.
A 2-6 ore dalla morte avviene il rigor mortis, il fenomeno per il quale il corpo diventa rigido a causa della tensione dei muscoli. Questa fase può durare fino a 48 ore e quando finisce i muscoli diventano flosci e cedevoli. Dopo circa 20 ore dal momento della morte il corpo si raffredda completamente.
La putrefazione gassosa, detta anche fase enfisematosa, è quel particolare passaggio del fenomeno degenerativo cellulare durante cui batteri producono gas, questo rilascio comporta ovviamente un rigonfiamento del cadavere (sono proprio i germi anaerobici a provocare la formazione dei gas mentre aggrediscono la materia ...
Al momento della morte, possono comparire contrazioni muscolari e il torace può sollevarsi come durante la respirazione. Dopo l'arresto respiratorio, è possibile che il cuore si contragga ancora per qualche minuto e possono comparire convulsioni di breve durata.