Domanda di: Monia Mancini | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2026 Valutazione: 4.4/5
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Dopo 3 anni senza fumare, il rischio di malattie cardiovascolari, inclusi infarto e ictus, si riduce significativamente, avvicinandosi molto a quello di chi non ha mai fumato. La funzione polmonare migliora notevolmente e il rischio di tumori (polmone, bocca, gola) continua a calare drasticamente.
Dopo un periodo che va da 1 a 5 anni senza sigarette, la persona ex fumatrice avrà un'importante diminuzione del rischio di malattia cardiovascolare e di neoplasia. Dopo 15 anni il rischio di tumore quasi pari a quello di un non fumatore. Non fumare è utile anche a livello ambientale ed economico.
Fumare per molti anni danneggia gli alveoli polmonari in modo irreparabile. I polmoni di una persona che fuma da anni sono anneriti e poco elastici. Perdendo elasticità, gli alveoli si rompono e l'organismo non è più in grado di assorbire l'ossigeno ed eliminare il biossido di carbonio.
Il fumo può togliere in media 8-10 anni di vita, ma l'impatto preciso dipende dalla quantità e dalla durata, con stime che parlano di circa 20 minuti persi per ogni sigaretta; smettere di fumare, specialmente entro i 40 anni, può quasi annullare questi rischi, recuperando molti anni di vita e salute.
Quando si smette di fumare i polmoni tornano sani?
Il numero di mutazioni presenti nel Dna delle cellule degli ex fumatori era pressoché lo stesso rilevabile in quelle dei non fumatori. Segno che l'epitelio bronchiale, una volta spenta l'ultima sigaretta, ha la capacità di «rigenerarsi» e di ripristinare un equilibrio tra cellule sane e mutate.