Domanda di: Sig.ra Ingrid Martino | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Le esplosioni nucleari emettono grandi quantità di radiazione elettromagnetica sotto forma di luce visibile, infrarossa e ultravioletta. L'irraggiamento si sprigiona in un tempo molto breve, dell'ordine del millisecondo, pertanto la sua intensità nella regione di spazio circostante è enorme.
La bomba atomica è un'arma di distruzione di massa, delle quali la comunità internazionale limita e sanziona la produzione per mezzo del trattato di non proliferazione nucleare (TNP).
Ma i danni e le ferite sarebbero comunque segnalati fino a 54,3 chilometri, il "raggio del danno da esplosione leggera". Le ustioni di terzo grado potrebbero ancora verificarsi fino a un raggio di 60 chilometri, il "thermal radiation radius". In totale, il simulatore ritiene che sarebbero interessati più di 11.000 kmq.
Le testate nucleari russe hanno un'ampia gamma di potenziale distruttivo: da armi equivalenti a centinaia di chilotoni alle cosiddette armi nucleari “tattiche” che vanno da 10 a 100 chilotoni. Anche l'uso di una sola di queste armi “più piccole” avrebbe conseguenze umanitarie devastanti.
Per sfuggire all'onda d'urto delle bombe o all'esplosione di una centrale, si deve dunque cercare riparo sottoterra, nelle cantine, metro, rifugi di fortuna: trovare insomma un'area sotterranea, preferibilmente lontana dalla direzione in cui soffia il vento.