Domanda di: Dr. Lucia Guerra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Tenere il ventilatore acceso la notte, puntato sul corpo, soprattutto in caso di persone costrette a letto, potrebbe farci svegliare disidratati. Il rischio è quello di ritrovandosi con occhi e bocca secca, ma anche mal di gola, tosse cronica, crampi e tocicollo, compromettendo la mobilità del giorno dopo.
Il rischio è di svegliarsi molto disidratati, con occhi e bocca secca. Ma anche con mal di gola, tosse, crampi oppure torcicollo. Inoltre, il ventilatore, sposta polvere e allergeni da una stanza all'altra. Cosa da non sottovalutare, soprattutto quando si soffre di allergie.
Tra le varie cose è fondamentale tenere conto del periodo di utilizzo del ventilatore, della sua potenza e del costo del contratto dell'elettricità. Ponendo che si decida di tenere acceso il ventilatore tutta la notte si calcoleranno circa otto, nove ore.
I sistemi che rinfrescano l'aria possono causare il mal di gola anche per irritazione delle mucose dovuta all'aria eccessivamente secca . Un'altra causa di mal di gola è la mancata pulizia dei filtri dell'apparecchio, nei quali si insidiano acari, pollini – particolarmente dannosi per i soggetti allergici – e batteri.
Il posto migliore in cui metterlo è ad altezza inferiore a quella del letto, ma parallelo ad esso. In questo modo, l'aria che l'apparecchio smuove passerà sotto il letto stesso e verrà spinta verso l'alto, fino al soffitto, da dove discenderà, creando un giro di areazione in tutta la stanza.