Guidare una moto superiore alla potenza consentita dalla propria patente comporta gravi conseguenze legali, tra cui multe elevate (da 1.000€ a oltre 4.000€), la sospensione della patente da 4 a 8 mesi e il fermo del veicolo per 3 mesi. Inoltre, si rischia la decurtazione di 10 punti dalla patente e l'annullamento dell'assicurazione in caso di incidente.
La moto è statisticamente il mezzo di trasporto più pericoloso, con un tasso di mortalità molto più elevato rispetto alle auto, specialmente per chilometro percorso (circa 212 morti per miliardo di miglia vs. 0,72 per le auto). I rischi maggiori derivano dalla collisione con auto, incidenti autonomi (soprattutto in curva e su asfalto bagnato), velocità eccessiva e scarsa esperienza del guidatore, anche se i numeri totali in Italia sono in calo grazie ai miglioramenti nella sicurezza.
La multa per questo comportamento oscillerà da un minimo di 250 euro a un massimo di 1.000 euro. In caso di recidiva, la sanzione può aumentare fino a 1.400 euro, con la sospensione della patente che può arrivare fino a tre mesi e la decurtazione di punti che varia da 8 a 10.
Per motocicli con cilindrata o potenza superiori, oppure per guidare moto all'estero, è necessario conseguire una patente di categoria A1, A2 o A, in base alle caratteristiche del veicolo.