Le conseguenze più eclatanti sono a carico dell'apparato gastrointestinale, con vomito e diarrea, renale (specie per chi soffre già di calcoli o candidosi), ma possono anche attaccare i polmoni, provocando rinite allergica, congestione nasale, attacchi di asma in soggetti ipersensibili alle muffe.
E la muffa sul formaggio? Nel caso dei formaggi stagionati se compare muffa possono essere ripuliti e la parte tranquillamente consumata, e per non avere alcun dubbio quando vengono cotti sono completamente sicuri.
In pratica alcune muffe producono sottoprodotti tossici chiamati micotossine, che sono sostanze velenose e possono scatenare reazioni pericolose oppure essere anche cancerogene (come per esempio l'aflatossina). Ecco perché dare una chance al pane ammuffito non è mai una buona idea.
Tra i tanti tipi di muffa, quella più pericolosa è originata dal fungo strachybotrys chartarum che si presenta con macchie nere verdognole sulle pareti e sul soffitto della casa, provocata perlopiù dall'umidità e dalle infiltrazioni di acqua, le cui micotossine sono altamente cancerogene.
Una volta aperto il prodotto, è necessario verificare il suo aspetto e vedere se sono presenti eventuali odori o aspetti visivi sgradevoli. Una patina bianca sulla marmellata è indice di contaminazione da muffe. L'alimento va buttato. Da buttare, infine, anche la marmellata con sapore alterato.