Non c'è alcun rischio di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova. Come proteggersi? Il rischio di infezione per la popolazione è pressoché nullo. Chi lavora negli allevamenti avicoli deve utilizzare tutte le procedure di sicurezza individuale previste.
Il comunicato è stato diffuso attraverso il Network delle autorità per la sicurezza alimentare (Infosan). In aree in cui non ci sono focolai di influenza nel pollame non c'è alcun rischio che i consumatori vengano esposti al virus attraverso la manipolazione o il consumo di pollame o derivati.
Gli uccelli malati restano fermi in uno stato semi-comatoso, con la testa che tocca per terra. Creste e bargigli sono edematosi e cianotici e possono presentare petecchie o ecchimosi di natura emorragica sulle punte. Spesso si verifica diarrea acquosa, che rende gli uccelli particolarmente assetati.
Sono disponibili farmaci antivirali (Oseltamivir, Zanamivir) che possono ridurre la durata della malattia ed alleviarne i disturbi (sintomi). È importante iniziare la cura prima possibile, entro 48-72 ore da quando si manifestano i segni di una possibile influenza aviaria.
L'Influenza aviaria è un'infezione virale causata dai virus della famiglia Orthomyxoviridae, genere Influenza-virus A. I virus dell'influenza A sono gli unici orthomixovirus di cui sia accertata la capacità di infettare i volatili.; i volatili acquatici costituiscono un importante serbatoio di questi virus.