Domanda di: Dr. Egisto Monti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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In particolare, se si utilizza la carta prepagata per ricevere redditi o effettuare transazioni che generano profitti o guadagni, e non si riportano tali entrate nella dichiarazione dei redditi, si può essere soggetti ad accertamenti fiscali e a sanzioni pecuniarie di tipo penale o amministrativo a seconda dell'entità ...
Tutti coloro che risultano essere titolari di una carta prepagata, allora hanno il dovere di inserirla nella documentazione, ai fini ISEE. Infatti, nel momento in cui si procede con la dichiarazione dei redditi, è necessario disporre anche del saldo al 31 dicembre di tutte le carte prepagate di cui si dispone.
Le carte prepagate con IBAN sono assimilate al conto corrente bancario o postale e vanno dichiarate con il codice 01, mentre quelle non dotate di IBAN devono essere inserite con il codice 99.
Carta prepagata Viabuy. La carta Viabuy non consente la non tracciabilità delle operazioni, però garantisce un alto livello di privacy. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile con IBAN inglese e non prevede controlli sulla solidità finanziaria o sul reddito dimostrabile per essere rilasciata all'utente.
Nella Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) vanno infatti indicate sia le carte di credito conto (cioè aventi un codice Iban e funzioni di conto corrente) che le carte di credito prepagate classiche. Queste carte prepagate vanno indicate in duplice importo: saldo al 31 dicembre e giacenza media.