Cosa succede se non si dichiara la NASpI?

Redazione Pubblicato il

La mancata dichiarazione del reddito annuo presunto NASpI (entro il 31 gennaio) o di un nuovo lavoro comporta la sospensione immediata del pagamento dell'indennità. Se l'omissione persiste o si superano i limiti reddituali, si rischia la decadenza definitiva dalla prestazione, con l'obbligo di restituire eventuali somme indebitamente percepite.

Chi percepisce la NASpI deve fare la dichiarazione dei redditi?

I lavoratori dipendenti che direttamente dall'INPS o da altri Enti hanno percepito indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo (come NASPI, cassa integrazione o reddito di cittadinanza), sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi e ad indicare il numero di giorni per i quali il ...

Quando la NASpI decade automaticamente?

il lavoratore che, durante il periodo di percezione della NASpI, instauri un rapporto di lavoro subordinato, il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale, decade dalla prestazione, ad eccezione del caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a 6 mesi.

Chi deve dichiarare il reddito presunto NASpI 2025?

L'iscritto alla gestione separata INPS che presenta domanda di NASpI deve sempre dichiarare il reddito presunto anche quando l'importo derivante da tali attività è pari a zero. Lo rende noto l'INPS nel messaggio n. 3608/2021.

Perché devo restituire la NASpI?

In caso di sospensione o revoca, se il beneficiario continua a percepire la Naspi — per un errore dell'INPS o per mancata comunicazione del nuovo lavoro o reddito — l'INPS procede a richiedere la restituzione delle somme non dovute. Lo stesso vale se l'importo versato è superiore a quello spettante.

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Quando non è obbligatorio fare la dichiarazione dei redditi?

Contribuenti esonerati

Non siete obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi se avete posseduto: redditi di qualsiasi tipologia, ad esclusione di quelli per i quali è obbligatoria la tenuta delle scritture contabili, per un importo complessivamente non superiore ad euro 3.000,00.

Cosa succede se non dichiaro la disoccupazione nel 730?

Aver percepito solo l'indennità di disoccupazione (NASPI) ti esonera dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, ma è consigliato fare il modello 730 per verificare la corretta applicazione delle detrazioni INPS.

La NASpI fa cumulo con il reddito?

È ammessa compatibilità tra la NASpI e il reddito derivante da attività professionale con la riduzione della prestazione nella misura prevista dall'art. 10 del d. lgs 22/2015 per il lavoratore che percepisca redditi di lavoro autonomo o impresa individuale.

Chi è tenuto a dichiarare il reddito presunto per la NASpI?

Inoltre, si legge sul sito dell'Istituto, “tutti gli iscritti alla Gestione Separata sono tenuti alla dichiarazione del reddito presunto – anche se pari a zero – pur in assenza di svolgimento di attività di lavoro”.

Quando va dichiarata la NASpI?

Accanto ai requisiti di accesso, assume rilievo centrale la gestione della prestazione nel tempo. In tale ambito si colloca la dichiarazione del reddito annuo presunto, che deve essere trasmessa entro il 31 gennaio di ogni anno.

Quando l'INPS sbaglia chi paga?

Come regola generale, nel caso in cui l'INPS dovesse commettere un errore nel calcolo della pensione, deve rispondere con un risarcimento danni al fine di rimediare allo stesso.

Cosa si rischia se non si fa la dichiarazione dei redditi?

Sì, l'omessa dichiarazione può avere rilevanza penale e portare alla reclusione (da 2 a 5 anni), ma solo in presenza di determinate condizioni stringenti: l'imposta evasa (cioè non dichiarata e non pagata) deve superare i 50.000 euro per ciascuna imposta (IRPEF, IRES, IVA, ecc.).

INPS chiede soldi indietro NASpI?

L'INPS può chiedere la restituzione della Naspi in caso di erogazioni indebite, dovute a errori o mancanza di requisiti: ecco quando accade, i termini di prescrizione e le possibili soluzioni, dal ricorso alla rateizzazione.

Che differenza c'è tra NASpI e disoccupazione?

NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) non è la stessa cosa della "disoccupazione", ma è il nome specifico dell'attuale indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS in Italia, che ha sostituito le precedenti forme di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente. In sintesi: la "disoccupazione" è il concetto generale di mancanza di lavoro, mentre la NASpI è il sussidio economico concreto che si richiede per ricevere un sostegno durante questo periodo.
 

Chi percepisce la NASpI paga le tasse?

TI OCCORRE UNA CONSULENZA? CONTATTACI Quando si è in NASpI vengono versati i contributi? La NASpI è soggetta a tassazione. Va quindi indicata nella dichiarazione dei redditi dal momento che è considerata reddito imponibile.

Cosa cambia per la NASpI nel 2025?

Nel 2025, le principali novità della NASpI riguardano un inasprimento dei requisiti per chi si dimette volontariamente per poi essere assunto e licenziato (serve almeno 13 settimane di contributi nel nuovo lavoro), mentre durata e importo rimangono simili alle regole precedenti, con un massimale mensile di 1.562,82 € e decrescita del 3% dopo 5/8 mesi a seconda dell'età, mantenendo i requisiti di perdita involontaria del lavoro e contributi negli ultimi 4 anni.

Cosa devo fare se sono in NASpI e trovo lavoro?

Il lavoratore deve comunicare all'INPS, entro 30 giorni, il reddito presunto tramite il servizio NASpICom. Se il reddito supera 8.145 euro, la NASpI viene sospesa per tutta la durata del contratto. Alla scadenza, l'erogazione riprende automaticamente.

Chi ha diritto alla NASpI se si licenzia?

In caso di licenziamento per giusta causa (es. grave inadempienza del lavoratore), la perdita del lavoro è comunque considerata involontaria, e quindi dà diritto alla NASpI. Anche chi viene allontanato per motivi disciplinari può accedere all'indennità, purché sussistano i requisiti contributivi richiesti.

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