Non togliere un'unghia incarnita (onicocriptosi) può portare a un peggioramento del dolore, infezioni serie, formazione di granulomi e, nei casi più gravi, ascessi che richiedono intervento chirurgico, specialmente in soggetti diabetici. Il mancato trattamento provoca infiammazione costante, pus e possibile infezione ossea o sistemica.
È importante intervenire non appena si accusano i primi sintomi, in quanto se trascurata, l'unghia incarnita può provocare dolorosissimi ascessi tali da richiedere l'intervento chirurgico. Il rischio aumenta in soggetti affetti da diabete o da altre patologie direttamente interessate al microcircolo.
Le unghie incarnite possono essere trattate in casa, ma se il dolore è forte o si diffonde in altre zone, è meglio consultare un medico. Le persone che soffrono di cattiva circolazione dovuta al diabete o a malattie vascolari periferiche sono più soggette a complicazioni.
Un'unghia incarnita può guarire da sola solo nelle fasi iniziali e lievi, con rimedi casalinghi come pediluvi e sollevamento dell'unghia, ma spesso peggiora, richiedendo l'intervento di un professionista (podologo o medico) per rimuovere il pezzo di lamina e prevenire infezioni, soprattutto se ci sono dolore, gonfiore, pus o febbre. Tentare di tagliarla da soli può causare danni e complicazioni.
Il tempo di guarigione di un'unghia incarnita dipende dalla gravità dell'infezione e dal tipo di trattamento utilizzato. In genere, l'unghia incarnita richiede alcuni giorni per risolvere il dolore e la rottura della pelle circostante, ma può richiedere alcune settimane per una completa guarigione.