Respirare fibre di amianto (eternit) può causare gravi malattie respiratorie e tumorali, tra cui il mesotelioma, il tumore al polmone e l'asbestosi. Le fibre si depositano nei polmoni, provocando infiammazioni croniche e cicatrici, con sintomi che compaiono spesso a distanza di 15-50 anni dall'esposizione. Il rischio aumenta con la quantità inalata, ma non esiste una soglia minima di sicurezza definita.
La presenza di questi elementi fibrosi all'interno dei polmoni può causare l'insorgenza di malattie gravi a carico dell'apparato respiratorio, di natura sia oncologica che non oncologica, come asbestosi, mesotelioma o tumore ai polmoni.
Poiché gli organi bersaglio dell'amianto sono principalmente polmoni e pleure, gli accertamenti sanitari riguarderanno tali apparati. La spirometria è un esame molto semplice della funzione respiratoria. La spirometria globale permette anche la valutazione del VR.
In genere si somministra ossigeno per ridurre nell'asbestosi sintomi come il respiro affannoso. I farmaci, invece, sono utilizzati insieme ad alcuni accorgimenti di vita quotidiana (es. la riduzione del sale nella dieta e dimagrimento, se necessario) per alleviare l'insufficienza cardiaca.
È importante infatti ricordare che respirare amianto, anche in modo occasionale, può risultare pericoloso. Non esiste infatti una quantità minima di amianto per essere al sicuro e che garantisce di non sviluppare patologie correlate all'amianto.