Se invece il pagamento viene eseguito oltre i 90 giorni dalla scadenza, ma entro il termine di consegna della dichiarazione relativa all'anno nel quale è stata commessa la violazione (intesa in questo caso come la dichiarazione Imu) ci si può avvalere del “ravvedimento lungo” con l'applicazione della sanzione al 3,75%.
In caso di versamento tardivo è possibile regolarizzare la posizione facendosi carico di una sanzione pari al 30%, ridotta tuttavia al: 15% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni; 1% per ciascun giorno di ritardo, per i versamenti con un ritardo non superiore a 15 giorni.
Scadenza superata e acconto Imu non versato. Chi non ha rispettato la scadenza del 16 giugno può mettersi in regola ricorrendo al ravvedimento operoso. Prima si paga e più basse sono le sanzioni. Più pesanti invece gli interessi dovuti sul mancato pagamento, dato che per il 2023 il tasso legale è stato fissato al 5%.
Cosa succede se si paga l'Imu con 2 giorni di ritardo?
Sanzione pagamento IMU in ritardo
La sanzione applicata è quella ordinaria del 30% ridotta: al 15% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a novanta giorni; all'1%, per ciascun giorno di ritardo, per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a quindici giorni.
Anche per il ritardo nei versamenti IMU 2023 c'è la possibilità di adottare il cosiddetto ravvedimento operoso lunghissimo. Nel caso in cui venga superato l'anno di ritardo nel pagamento, il contribuente può comunque regolarizzare la sua posizione senza l'applicazione della sanzione ordinaria del 30 per cento.