Cosa vuol dire che i versi sono settenari?

Domanda di: Dott. Lisa Vitali  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Il settenario è un verso imparisillabo di sette sillabe 'metriche' (➔ ), con accento principale obbligato in sesta posizione (Beltrami 20024: 199-200; Menichetti 1993: 673; per l'uso dantesco, Baldelli 1976). Dopo l'➔, è il verso più importante della tradizione lirica e il più frequentemente adottato nella ➔ italiana.

Che vuol dire versi settenari?

Si definisce “settenario” un verso il cui principale accento tonico sulla sesta sillaba; gli accenti secondari - a differenza dell'endecasillabo, dove questi occupano tendenzialmente posizioni fisse - sono liberi (e solo quello in quinta posizione può considerarsi un caso raro).

Come si chiamano i versi con 7 sillabe?

settenàrio Verso composto di sette sillabe metriche, con accento principale fisso sulla sesta e uno o due altri su una delle prime quattro sillabe, da cui una grande varietà di armonia. Prevale il ritmo giambico, con accenti sulla 2ª, 4ª e 6ª sillaba ("Rettor del cielo, io cheggio", F. Petrarca).

Come fare un settenario?

Il settenario, nella metrica italiana, è un verso nel quale l'accento principale si trova sulla sesta sillaba: quindi, se l'ultima parola è piana comprende sette sillabe, mentre se è tronca o sdrucciola ne ha rispettivamente sei oppure otto.

Come si fa a contare i versi?

Per calcolare il numero delle sillabe che compongono un verso bisogna sommare le sillabe di tutte le parole fino alla sillaba che segue l'ultimo accento tonico. Si possono verificare i seguenti cas: a) se l'ultima parole è piana, il verso si definisce piano se si contano le sillabe applicando la regola.

La metrica italiana