Domanda di: Ing. Genziana Marchetti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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La conoscenza per Platone è anamnesi, cioè una forma di ricordo, un riemergere di ciò che esiste da sempre nell'interiorità della nostra anima. Nel Menone Platone si rifà alle dottrine orfico-pitagoriche, secondo le quali l'anima è immortale e rinasce più volte (teoria della metempsicosi, della reincarnazione).
Per Platone conosciamo, partendo dal sensibile, ciò che già la nostra anima possedeva avendo contemplato le Idee. Non si conosce ciò che si ignora, ma ciò che si è dimenticato, ciò che esiste in noi, nel profondo della nostra anima, ma che dobbiamo far emergere attraverso la ricerca e il dialogo.
Al primo grado l'uomo giovane ed inesperto è attratto solo dalle forme corporee. Solo in un secondo tempo vedrà l'identico, cioè la bellezza comune in tutti i corpi. Ma, ancora più in alto, gli esseri umani riescono infine a vedere la bellezza dell'anima, qualcosa che non sempre coincide con la bellezza del corpo.
Quali sono i 4 gradi della conoscenza per Platone?
l'essere in senso pieno, ovvero le idee sono l'essere che veramente è; l'immutabilità, ovvero le idee non nascono e periscono; la perseità, ovvero le idee sono in sé e per sé, sono assolute e non manipolabili; l'unità, ovvero le idee consistono in un'unità che contiene la molteplicità delle cose.
Per Socrate la virtù è conoscenza: l'uomo che conoscesse la giustizia sarebbe dunque un giusto, come l'uomo che conosce la matematica è un matematico. Eppure Socrate confessa la propria ignoranza.