In busta paga, la voce una tantum indica un importo economico lordo erogato al lavoratore una sola volta (una tantum, appunto), solitamente come compenso straordinario o per coprire il "vuoto" contrattuale durante i rinnovi del CCNL. Non è ricorrente, non aumenta la retribuzione base e solitamente è esclusa dal calcolo del TFR.
Spettano ai lavoratori in forza al 1° gennaio o assunti entro il 31 agosto, con contratto a tempo indeterminato o determinato (minimo 3 mesi di servizio). L'importo non è riproporzionabile per i part-time ed è escluso dal calcolo del TFR.
Il premio una tantum in busta paga è una somma di denaro erogata ai dipendenti in un'unica soluzione. Il datore di lavoro può decidere di assegnarlo come incentivo per il raggiungimento degli obiettivi aziendali o per riconoscere il merito di un lavoro ben svolto.
e avv., per indicare un pagamento (a titolo di compenso, di gratifica, di indennità, di assolvimento di un obbligo, ecc.), di solito a carattere straordinario, che viene fatto mediante una determinata somma senza obbligo di ripeterlo, escludendo perciò ogni carattere periodico e continuativo: dare una gratifica una ...
Chi ne ha diritto: Genitori con figli nati, adottati o in affido a partire dal 1° gennaio 2025. Importo: 1.000 € una tantum per ogni figlio, anche in caso di parto gemellare. Requisiti principali: ISEE minorenni fino a 40.000 €. Domanda da presentare entro 60 giorni dalla nascita o adozione.