Domanda di: Ing. Matilde Neri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Bambino prodigioso creato dalla fantasia dello scrittore scozzese James Matthew Barrie. In psicanalisi, sindrome di P.P., rifiuto di accettare le responsabilità dell'età adulta.
Chiaro è ovviamente il riferimento alla conflittualità tra le responsabilità della vita adulta e l'innocenza infantile. Peter vive immerso in una realtà dionisiaca che appartiene solo a lui e che contempla solo ed unicamente i suoi interessi. evento fu amplificato dalla reazione dell'autore.
Il senso della fine e delle distanze incolmabili: Peter Pan racconta il divario tra vita adulta e infanzia. Crescere equivale a perdere l'innocenza e la spensieratezza che contraddistinguono i bambini. Allo stesso tempo significa vivere nel mondo crudo e disilluso dove non si può essere felici per sempre.
Si tratta quindi di un pattern di comportamenti infantili negli adulti, dove chi ne soffre cerca di evitare le responsabilità personali e professionali della vita adulta. In poche parole, la sindrome di Peter Pan riguarda coloro che non vogliono o desiderano crescere.
L'eterno Peter Pan è un adulto che si comporta come un bambino, senza seguire delle regole e senza orientarsi verso un futuro maturo e responsabile. Spesso dipende dall'essere cresciuti sotto una campana di vetro, iperprotetti dai genitori, senza essersi mai scontrati con delle regole, con i propri limiti e fallimenti.