non possiedono un'esistenza fuori del mondo fisico, ma sono realtà immanenti e causa delle cose, richiamando il fatto che contare è un'attività di delimitazione e di separazione di oggetti nello spazio. Per i pitagorici il n. è dunque il limite delle cose (Aristotele, Metafisica, XIV, 5, 1092 b).
Per Pitagora il Numero è tutto, è l l'elemento di cui tutte le cose sono costituite. I Numeri erano divisi in pari e dispari, positivi e negativi, maschili e femminili. L'ordine e la perfezione stanno dalla parte dei numeri dispari, mentre , al contrario, il disordine ed il male stanno sempre dalla parte del pari.
La tradizione considera Pitagora tra i primi matematici a concepire i numeri come entità astratte e gli attribuisce l'emblematica frase “Tutto è numero”, ovvero ogni cosa può essere ridotta a una relazione numerica.
Per quale motivo i pitagorici scelgono il numero come principio di spiegazione della natura?
Alla base dell'idea di armonia vi è l'idea di commisurabilità, e dunque vi è il numero, che per i Pitagorici rappresenta l'arché. Il numero è un'entità sia aritmetica, sia mistico-religiosa, sia ontologica. Aristotele attribuisce ai Pitagorici la tesi per cui il numero avrebbe grandezza spaziale, cioè figura.
10. La Decade è il numero perfetto, la fonte e radice dell'eterna natura perché il 10 «contiene» l'intero universo, essendo la somma di 1, 2, 3 e 4. Esso veniva rappresentato con la tetractys, il triangolo equilatero di lato 4, sul quale veniva fatto il giuramento di adesione alla scuola pitagorica.