Domanda di: Ing. Joseph Damico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Price earning ratio normalizzato
Si tratta di un rapporto “trattato” per cercare di superare alcuni dei limiti che ti spiegherò più avanti. Il “trattamento” può consistere nell'eliminazione dagli utili dei componenti straordinari, oppure di aggiustamenti per tenere conto del ciclo economico.
Quanto più P/E è alto, tanto maggiori sono le aspettative degli investitori sulla crescita della società. Infatti, un valore elevato di P/E indica che il mercato è disposto a pagare molto per avere il livello di utili al denominatore, in quanto crede nella capacità dell'azienda di incrementarli ulteriormente.
Un valore pari a 13-15 è ritenuto normale; se è superiore indica di norma un titolo sopravvalutato (lo è certamente intorno a 27-30). Valori intorno a 8-9 sono ricercati dagli analisti, perché indicano titoli sottovalutati dal mercato, che potrebbero avere una buona crescita della quotazione.
Si calcola rapportando l'ultima quotazione di un'azione o di un indice al valore dell'utile desumibile dall'ultimo bilancio. Se si tratta di un indice, invece, al denominatore avremo la somma degli utili pagati dalle società che formano lo stesso.
Un EPS negativo invece, inferiore allo 0, indica che la società è in perdita e che non è stata in grado di generare degli utili. Questa condizione, in genere, porta a un deprezzamento delle azioni. Il rapporto prezzo/utile è dato dividendo il prezzo aggiornato delle azioni per il loro EPS.