Domanda di: Ing. Rosita Palmieri | Ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2026 Valutazione: 4.1/5
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La buonuscita per un inquilino è una somma di denaro corrisposta alla conclusione o risoluzione anticipata del contratto di locazione. Negli affitti commerciali, è spesso configurata come "indennità di avviamento" (pari a 18-21 mensilità) dovuta dal proprietario in caso di disdetta non per colpa dell'inquilino. È un accordo volontario negli altri casi per liberare l'immobile.
Quando si parla di buonuscita in un contratto di affitto, si fa riferimento a una somma di denaro che l'inquilino può richiedere al proprietario (o viceversa) in occasione della conclusione anticipata del contratto di locazione.
Cos'è la buonuscita al termine di un contratto di affitto?
La buonuscita nella locazione abitativa è definita come la somma di denaro che il locatore richiede al conduttore al termine del contratto di affitto. Questa somma è spesso utilizzata per coprire eventuali danni all'immobile o per compensare il proprietario per la perdita di un inquilino stabile.
A vantaggio di questi contribuenti, infatti, è prevista una detrazione: di 991,60 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro; oppure di 495,80 euro, se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,72 e i 30.987,41 euro.
Il "Bonus Affitto 2025" si riferisce principalmente a un'agevolazione per lavoratori dipendenti neoassunti a tempo indeterminato nel 2025 che si trasferiscono per lavoro, con reddito fino a 35.000€ e residenza a >100km dalla precedente, ma esistono anche bandi locali per studenti e giovani con ISEE bassi e altri contributi regionali (es. Emilia-Romagna) per situazioni di morosità incolpevole o altre categorie, con requisiti specifici (età, ISEE, contratto registrato) che variano localmente.