Cos'è la dimissione difficile?

Domanda di: Rosalba Montanari  |  Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2023
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Per dimissione difficile si intende la dimissione di tutti quei pazienti con bisogni sanitari, socio-sanitari o sociali complessi, quindi che nonostante la dimissione debbano continuare alcune terapie, o che non abbiano una rete familiare in grado di sostenerli o entrambe le situazioni.

Cosa si intende per dimissione difficile?

La dimissione difficile è una dimissione ritardata perché, nel rispetto della continuità terapeutica e assistenziale, ne- cessita di un “consumo di risorse economiche, umane ed organizzative che vanno oltre le potenzialità del paziente e dei suoi familiari” ed implica, pertanto, il coinvolgimento di tutti i presidi ...

Quando un paziente non può essere dimesso?

I malati cronici e non autosufficienti, se ricoverati in ospedale, non possono essere dimessi prima che siano state assicurate e organizzate dall'Asl di residenza le cure domiciliari (volontariamente accettate e concordate coi familiari) oppure, quando non sia possibile il rientro a casa, sia stata individuata una Rsa ...

Quanto dura la dimissione protetta?

Quanto può durare una dimissione protetta? Dura al massimo un mese, con non più di due rientri in ospedale programmati dallo staff medico di reparto.

Come avviene una dimissione protetta?

Le dimissioni ospedaliere protette rappresentano il passaggio programmato e concordato di un paziente dal ricovero in ospedale ad un altro setting assistenziale. Si applica in accordo con il paziente e prevede un coordinamento tra il medico curante e i servizi sanitari del territorio di appartenenza.

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