Cos'è l'imperfetto di cortesia?

Domanda di: Ing. Piersilvio Martinelli  |  Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2026
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L'imperfetto di cortesia (o di modestia/desiderativo) è l'uso dell'indicativo imperfetto per attenuare richieste, domande o affermazioni nel presente, rendendole più gentili, formali o meno dirette. Sostituisce il presente o il condizionale, ad esempio dicendo "Volevo un caffè" al posto di "Voglio/Vorrei un caffè".

Come si forma l'imperfetto?

L'imperfetto si forma togliendo la desinenza dell'infinito (-are, -ere, -ire) e aggiungendo le desinenze specifiche con la "v": -avo, -avi, -ava, -avamo, -avate, -avano (per i -are), -evo, -evi, -eva, -evamo, -evate, -evano (per i -ere), -ivo, -ivi, -iva, -ivamo, -ivate, -ivano (per i -ire). I verbi irregolari più importanti sono essere (io ero, tu eri, ecc.) e fare, dire, bere, che seguono una coniugazione particolare (io facevo, tu facevi, ecc.).

Che cosa è l'imperfetto?

L'imperfetto esprime la durata o la ripetizione nel passato e, in più, è generalmente utilizzato per descrivere oggetti, persone, oppure uno stato di cose, un sentimento, una condizione, ecc. nel passato. È particolarmente frequente all'inizio dei racconti, cronache giornalistiche, favole, ecc.

Che cos'è il verbo imperfetto?

L'imperfetto indicativo è un tempo verbale che indica un'azione avvenuta nel passato e considerata nel suo svolgersi, nella sua durata, senza riferimento al suo inizio, alla sua conclusione o al suo scopo.

Quando si usa l'imperfetto esempio?

L'indicativo imperfetto indica un'azione passata che ha avuto una certa durata e continuità, oppure un abitudine ripetuta nel passato. fare: facevo, facevi, faceva, ecc. dire: dicevo, dicevi, diceva, ecc. bere: bevevo, bevevi, beveva, ecc.

"Volevo..." - Uso dell'imperfetto indicativo italiano per richieste - imperfetto di cortesia.