L'esametro è il verso principale della poesia epica e didascalica greca e latina, composto da sei piedi (metri) basati sulla quantità delle sillabe. Il piede base è il dattilo (una lunga e due brevi: − ⌣ ⌣ − ⌣ ⌣ ), sostituibile con uno spondeo ( − − − − ) nei primi quattro piedi. Il quinto piede è solitamente un dattilo e il sesto uno spondeo o trocheo.
L'esametro dattilico non prevede cesure strutturali, cioè pause obbligate in sedi fisse (a differenza di quanto accade per esempio nel pentametro): il ritmo di questo verso è anzi il risultato della successione ininterrotta delle sillabe lunghe e brevi di cui è composto.
L'esametro, nella tradizione classica greco-latina, è il metro più nobile e solenne, in quanto utilizzato nel genere epico (da Omero a Virgilio, passando per Apollonio Rodio, gli Annales di Ennio e poi la Pharsalia di Lucano), nella poesia didascalica (si pensi al De rerum Natura lucreziano, e prima alla poesia di ...
L'esametro, metro tipico dell'epica e della poesia didascalica, è un verso di sei piedi. Di essi, i primi quattro possono essere dattili (- ⏑ ⏑), o spondei (- -); il quinto è di norma un dattilo; l'ultimo piede, ridotto a due sillabe, è uno spondeo o un trocheo (- ⏑).