I cognomi in Italia sono nati principalmente nel Medioevo (dopo l'anno 1000) come soprannomi distintivi per gestire la crescita demografica, diventando ereditari per identificare le famiglie. Derivano da mestieri (Ferrari), caratteristiche fisiche/caratteriali (Rossi), luoghi d'origine (Napolitano) o nomi paterni. L'obbligo formale fu sancito dal Concilio di Trento nel 1564.
Un cognome, o nome di famiglia, di solito viene tramandato da una generazione all'altra. I cognomi possono fornire indizi sugli antenati, sul contesto culturale o sull'origine geografica di una persona.
Le più antiche testimonianze sull'uso di una sorta di cognome risalgono al 2852 a.C. circa, durante l'età imperiale cinese. Inizialmente il nome di famiglia veniva trasmesso per via testamentaria da parte di madre. Dai documenti ritrovati, si studia il caso del nome Yaou accanto a Ye-chi.
Storia. Le più antiche testimonianze sull'uso di nomi di famiglia o cognomi sarebbero rintracciabili nella Cina antica: l'uso dei cognomi cominciò all'epoca dell'imperatore Fu Hsi, intorno al 2852 a.C., consentendone la trasmissibilità in via testamentaria per parte materna.
L'uso del cognome fu reso obbligatorio in Italia nel 1564, quando il Concilio di Trento stabilì che i parroci dovessero tenere un registro con nome e cognome di tutti i bambini battezzati.