L'acqua in Puglia proviene principalmente da fonti esterne alla regione, gestite dall'Acquedotto Pugliese (AQP), con circa il 60% derivante da invasi artificiali e il restante 40% da sorgenti (specialmente in Campania) e pozzi. Le sorgenti principali si trovano in Irpinia (Caposele e Cassano Irpino), mentre gli invasi includono Fortore, Agri, Sinni e Ofanto.
La risorsa idrica proviene da sorgenti situate in Campania, da invasi artificiali grazie a potabilizzatori che la rendono di ottima qualità e dalla falda profonda mediante pozzi. Questo sistema di grande adduzione, tra i più lunghi al mondo (circa 5.000 km), garantisce l'approvvigionamento di acqua potabile.
I comuni pugliesi sono caratterizzati da strade, piazze e spazi pubblici in terra battuta; l'acqua, nella maggioranza dei casi, esiste solo nelle fontane pubbliche; le fognature sono sconosciute: esistono solo fosse provvisorie, pozzi neri e carri botte incaricati della raccolta degli scarti urbani.
Tra gli impianti dell' AQP il canale principale è la condotta maestra, la Grande Opera, il fiume "nascosto" della Puglia: 244 chilometri a pelo libero, che parte a poche centinaia di metri dalle sorgenti della Sanità di Caposele (AV) e termina nei pressi di Montefellone, nell'agro di Martina Franca (TA).
Qual è il fiume che alimenta l'Acquedotto Pugliese?
La sorgente Sanità dà vita al fiume Sele, il silarus dei romani, e sgorga a 420 metri sul livello del mare dalle pendici del gruppo montagnoso del Cervialto. La sua portata è di circa 4000 litri al secondo. Le sorgenti di Cassano Irpino e Montella si trovano nella parte settentrionale della piana di Montella.