Domanda di: Dr. Concetta Barone | Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2026 Valutazione: 4.4/5
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Il fascismo e le manifestazioni fasciste sono reato in Italia a partire dalla promulgazione della Legge Scelba del 20 giugno 1952, n. 645, la quale attua la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana. Tale normativa sanziona la riorganizzazione del partito fascista e l'apologia del fascismo, punendo l'esaltazione di metodi, principi e fatti del fascismo.
La ricostituzione del Partito Fascista nell'ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall'art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.
La legge fondamentale contro il fascismo in Italia è la Legge Scelba (1952, n. 645), che attua la XII disposizione transitoria della Costituzione e vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, punendo l'apologia del fascismo, cioè l'esaltazione dei suoi principi, fatti o metodi. A questa si affianca la Legge Mancino (1993) che introduce il reato di discriminazione razziale, etnica e religiosa, ampliando la protezione contro forme di istigazione all'odio.
La legge Scelba (formalmente legge 20 giugno 1952, n. 645) è una legge della Repubblica Italiana di attuazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana che, tra l'altro, introdusse il reato di apologia del fascismo.
Movimento politico italiano fondato nel 1919 da B. Mussolini, giunto al potere nel 1922 e rimasto al governo dell'Italia fino al 1943. Per estensione il termine indica movimenti e regimi sorti in Europa e in altri continenti, dopo la Prima guerra mondiale.