Donare il sangue è un atto altruistico che, oltre a salvare fino a tre vite per singola donazione, offre benefici concreti alla salute del donatore. Il monitoraggio costante dei parametri vitali, la stimolazione della produzione di nuovi globuli rossi e la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari sono tra i principali vantaggi.
Con un altro dato in negativo: l'invecchiamento dei donatori, che al 28% appartengono alla classe d'età tra i 46 e i 55 anni e al 27% tra i 36 e i 45 anni. Nel Friuli Venezia Giulia i donatari sono oltre 40 ogni mille abitati, all'opposto in Calabria sono meno di 20.
leucemia, linfoma, mieloma multiplo) o associata a condizioni viremiche non possono donare sangue o emocomponenti. Esistono però alcune eccezioni quali il carcinoma basocellulare o il carcinoma in situ della cervice uterina.
Questo è falso. Donare il sangue non indebolisce il sistema immunitario. Il corpo è in grado di rigenerare il sangue donato rapidamente, mantenendo la persona in buona salute.
Rispetto al mieloma multiplo, la leucemia plasmacellulare è una forma neoplastica più aggressiva, caratterizzata dalla formazione di un maggior numero di masse tumorali.