Domanda di: Abramo Battaglia | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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I primi letti dell'epoca neolitica (la cosiddetta età nuova della pietra, oltre 14.000 anni fa) possono essere descritti come un cumulo di foglie secche e paglia. Il cumulo era ricoperto di pelli animali e sollevato dal terreno per dormire tranquillamente, evitando l'umidità e l'aggressione degli insetti.
I gruppi di uomini primitivi durante il sonno venivano confortati dai respiri degli altri appartenenti alla famiglia, dai vagiti dei piccoli, dai rumori del bestiame, dal crepitio del fuoco tenuto acceso per allontanare gli insetti e intimorire i predatori.
Gli uomini primitivi dormivano all'aperto o si rifugiavano nelle caverne. Quando erano in viaggio dormivano addirittura sugli alberi. Pian piano impararono però a costruire capanne di legno e foglie o anche di ossi e pelli di animali. Vivevano in gruppi perché insieme era più facile cacciare e difendersi.
Dalle loro ossa fossili gli scienziati hanno capito che già mezzo milione di anni fa vivevano in Africa i nostri antenati della specie Homo sapiens. Essi erano molto simili a noi, ma con mascelle e nasi leggermente più larghi. Sappiamo che dall'Africa diversi gruppi migrarono in altri continenti.
Le prime case costruite dall'uomo furono le capanne e le tende, che si trasformarono ben presto in palafitte costruite in mezzo ai laghi o a ridosso dei fiumi, per difendersi dagli animali feroci. Nel II sec. A.C. compaiono le prime costruzioni in pietra: i Nuraghi, tipiche abitazioni sarde.