In largo Argentina, a Roma, dove oggi si trova una fermata dei mezzi pubblici e dove più di duemila anni fa si trovava la Curia di Pompeo, sede provvisoria del Senato distrutto da un incendio, il 15 marzo del 44 a.C. si consumò la fine di Giulio Cesare.
Giulio Cesare fu assassinato a Torre Argentina, nella parte inferiore in quella che allora era la Curia di Pompeo, luogo di passaggio frequentatissimo da turisti e romani.
Infatti, è qui dove è accaduto uno degli eventi che hanno cambiato per sempre la storia dell'antica Roma. Si tratta del luogo dove la leggenda racconta che Giulio Cesare venne ucciso a pugnalate dai suoi traditori. Si pensa, infatti, che Cesare venne assassinato all'interno della curia di Pompeo.
Temendo che Cesare volesse farsi re di Roma, un numero variabile di circa 60 o 80 senatori, guidati da «Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto», congiurarono per uccidere il dittatore.
Il latino era la lingua nativa dei Romani e rimase la lingua dell'amministrazione imperiale, della legislazione, della burocrazia e dell'esercito per tutto il periodo classico; in Occidente divenne la lingua franca e venne utilizzata anche per l'amministrazione locale delle città, compresi i tribunali.