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Quanti tipi di Fontina ci sono?
Queste sono ben tre e sono la pezzata rossa, la pezzata nera e la castana. Sono tre razze presenti quasi esclusivamente sul territorio valdostano e sono razze a perfetta duplice attitudine.
Quanto costa una forma di Fontina valdostana?
43,50€tasse incl. La fontina essendo un formaggio marchiato DOP (denominazione di origine protetta) è prodotto esclusivamente nella regione Valle d'Aosta.
Che differenza c'è tra la Fontina e il Fontal?
Come dicevamo ha in parte le caratteristiche della Fontina ma non per questo si possono confondere i due prodotti, tutt'altro innanzitutto la Fontina è una DOP il cui disciplinare prevede l'utilizzo di latte intero crudo di vacche aostane, mentre il Fontal è prodotto prevalentemente in Lombardia da latte pastorizzato.
A cosa fa bene la Fontina?
Il Calcio presente nella Fontina DOP è tale che poco più di 100 g possono coprire il fabbisogno umano giornaliero; il rapporto Calcio/Fosforo di poco superiore a 1 è considerato molto favorevole per un corretto mantenimento della concentrazione di Calcio nell'organismo umano (omeostasi).
Qual è il formaggio più buono d'Italia?
I premiati. Nella categoria Freschissimo ha vinto lo Stracchino del Caseificio San Rocco (Veneto). La nota dolce, la consistenza cremosa e morbida – due caratteristiche peculiari - derivano da una selezione di un buon latte vaccino e fermenti lattici vivi che rispettano le antiche tradizioni.
Chi ha inventato la valdostana?
Sebbene l'origine della ricetta sia ancora dibattuta - secondo alcuni sarebbe stata “inventata” a Torino dalla famiglia Savoia, mentre secondo altri sarebbe di provenienza svizzera - la Valle d'Aosta è riuscita ad ottenerne la paternità, dal momento che l'ingrediente principale per la preparazione di questa ricetta è ...
Perché la Fontina si chiama così?
Secondo alcuni il termine “fontina” potrebbe derivare dal nome “Fontin”, ovvero dal villaggio di Fontinaz. Ciò che sappiamo con certezza è che compare per la prima volta in un documento in lingua latina del 1270, probabilmente per individuare un appezzamento di terra.
Dove si produce il formaggio in Italia?
Soprattutto in Piemonte e in Lombardia, dove abbondano queste lattifere. In Piemonte si trovano, oggi come in passato, formaggi a coagulazione lattica o presamica di piccola e piccolissima pezzatura, solitamente da consumare freschi, oppure a diversi livelli di stagionatura.
Cosa producono in Valle d'Aosta?
L'AGRICOLTURA A causa del territorio montuoso e visto che il 35 percento del terreno è improduttivo l'agricoltura non è molto praticata:si coltivano solo segale,patate,frutta e uva da vino nelle vallate. I boschi forniscono legname,utilizzato nella costruzione e nell'artigianato.
Qual è il formaggio tipico della Valle d'Aosta?
La Fontina è un formaggio a pasta semicotta e pressata, prodotta con latte crudo di vacca degli alpeggi tra i più alti d'Europa, che arrivano addirittura a 2500 metri. Le razze di vacca che producono il latte per la Fontina valdostana D.O.P. sono la pezzata rossa, nera e castana.
Qual è il prodotto tipico della Valle d'Aosta?
Imperdibili, tra le tante specialità della Valle d'Aosta, sono quelle che hanno ottenuto il riconoscimento "Denominazione di Origine Protetta": la Fontina, il Valle d'Aosta Fromadzo, il Jambon de Bosses e il Vallée d'Aoste Lard d'Arnad, da gustare in abbinamento con i migliori vini DOC della Valle d'Aosta.
Quanto dura la Fontina in frigorifero?
Una fetta di Bel paese tagliata al banco del fresco, o già in pacchetto, dura (incartata) 2-3 settimane, la fontina 3-4 settimane, un formaggio spalmabile (i classici rettangolini) già aperto, idem, mentre se è chiuso anche un mese oltre la data.
Come si congela la Fontina?
IN FREEZER I formaggi a pasta semidura come la fontina possono essere congelati mantenendo quasi inalterate le loro caratteristiche. Bisogna però prendere alcuni accorgimenti. Si consiglia di conservare il formaggio già diviso in piccole porzioni nei Sacchetti Apri&Chiudi Cuki.
Come conservare la Fontina valdostana?
La Fontina si può conservare in cantina o in frigorifero. In cantina, riporre il formaggio in un luogo umido, preferibilmente su uno scaffale di legno, ad una temperatura non superiore ai 10/12°C. Ogni tanto, strofinare il formaggio con un panno umido e salato per eliminare la normale muffa bianca sulla crosta.
Quale paese produce il formaggio taleggio?
Attualmente tutta la regione Lombardia è interessata dalla sua produzione, e inoltre anche il Piemonte e il Veneto sono diventate zone tipiche e riconosciute legalmente per la produzione del Taleggio D.O.P.
Dove si produce il formaggio taleggio?
La zona di produzione, stagionatura e porzionatura del Taleggio DOP comprende l'intero territorio delle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza-Brianza e Pavia nella regione Lombardia; l'intero territorio delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola, nella regione Piemonte e l'intero ...
Perché si chiama taleggio?
Storia. Il Taleggio è un formaggio di origini antichissime, anteriori al X secolo. Documenti risalenti al 1200 fanno riferimento a commerci e scambi di cui era oggetto, insieme ad altri formaggi. La zona d'origine è la Val Taleggio, da cui deriva il nome del formaggio, in provincia di Bergamo.
Che cos'è la fonduta valdostana?
La Fonduta di formaggio alla Valdostana, o Fondue Valdôtaine, è un piatto tipico della Valle d'Aosta. Per la sua preparazione viene usata la Fontina DOP o la più pregiata Fontina DOP d'Alpeggio, che viene fusa con altri ingredienti all'interno di una pentola apposita, detta caquelon, per essere mangiata calda.
Che gusto ha la Fontina?
La Fontina DOP è un formaggio dal sapore dolce e delicato, dalla pasta elastica e fondente in bocca. All'olfatto, conserva il profumo del latte. Alla vista presenta una pasta con un'occhiatura rada. Il suo colore va dall'avorio al giallo paglierino e diventa più intenso con il prolungarsi della stagionatura.
Cosa contiene la Fontina?
La fontina è un formaggio particolarmente grasso e calorico, in quanto viene ottenuto a partire da latte vaccino intero. I lipidi sono tendenzialmente saturi, quindi poco salutari nel contesto di un'alimentazione ipercalorica e vita sedentaria.