Domanda di: Marco Ferrari | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il corpo di Sant'Agostino d'Ippona è custodito in una preziosa arca marmorea del XIV secolo all'interno della basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia. Le spoglie del Santo furono traslate a Pavia nell'VIII secolo dal re longobardo Liutprando, dopo essere state inizialmente sepolte a Ippona e poi portate in Sardegna.
Da allora le reliquie del Santo Vescovo sono custodite nella stessa città di Pavia, all'interno della Basilica di San Pietro in ciel d'oro, dove riposano alla base della eccezionale “Arca” gotica che s'innalza, monumentale, sul presbiterio.
Questa cripta ospitò, dal 504 al 722 dopo Cristo, le spoglie mortali di S. Agostino vescovo di Ippona, traslate in Sardegna forse dal celebre monaco e teologo Fulgenzio, a quasi un secolo di distanza dalla morte del santo vescovo, per sottrarle al possibile oltraggio da parte degli invasori Vandali.
Liutprando era un grande ammiratore di Sant'Agostino e desiderava che le sue reliquie fossero venerate nella sua capitale. Per questo motivo, fece costruire la magnifica Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro per ospitarle degnamente.
La frase più celebre e iconica di Sant'Agostino è "Ama e fa' ciò che vuoi" (Dilige et quod vis fac), un'esortazione all'amore autentico come guida della vita, ma anche "Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te" (dalle Confessioni) che esprime la sua ricerca di Dio, insieme a massime come "crede ut intelligas" (credi per comprendere) e "intellige ut credas" (comprendi per credere).