Domanda di: Dr. Kai Farina | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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L'ischemia cerebrale riconosce diverse cause, ma la più comune è sicuramente il restringimento delle arterie che dal collo o dalla testa portano il sangue al cervello; spesso questo fenomeno è la conseguenza dell'aterosclerosi, una graduale formazione di placche sulle pareti del vaso sanguigno.
Solitamente, gli emboli prendono l'avvio dal cuore, oppure dalle placche aterosclerotiche presenti nelle arterie che determinano l'afflusso del sangue al cervello. Come ad esempio le carotidi.
L'ischemia globale coinvolge invece più zone del cervello ed è caratterizzata dalla riduzione o addirittura dall'interruzione del flusso del sangue verso quest'organo. Il risultato è sempre una carenza di ossigeno, che deve essere affrontata il prima possibile per evitare gravi conseguenze.
Si manifesta con problemi quali difficoltà a parlare e a comprendere, improvvisa debolezza, paralisi facciale o degli arti, vertigini. Si tratta di sintomi simili a quelli dell'ictus, ma temporanei. Non a caso l'attacco ischemico transitorio (TIA) viene definito mini-ictus.
A causa di questa improvvisa rottura o occlusione i neuroni, improvvisamente privati dell'ossigeno e di tutte le altre sostanze che li mantengono in vita, muoiono. Dai dati che abbiamo a disposizione, l'ictus risulta essere in Italia la prima causa di disabilità, la seconda di demenza e la terza di morte.