Per gli abitanti di San Cristóbal de las Casas, in Messico, significa bere Coca-Cola, quasi esclusivamente. E ciò sta causando tanta devastazione quanto lo può fare la vera mancanza d'acqua.
La più forte fra queste “cattive abitudini” è, senza dubbio, quella di bere enormi quantità di Coca Cola. Il Messico è il suo maggior consumatore al mondo; in media ogni messicano ne beve circa mezzo litro al giorno.
L'acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell'intestino diminuendone così il loro assorbimento; in particolare si rischia un'eccessiva perdita di calcio, in quanto vi è anche un'aumentata escrezione urinaria dovuta alle elevate dosi di zucchero presenti nella bevanda.
La Coca-Cola è un simbolo, con cui presto i cittadini birmani potranno dissetarsi, dopo 60 anni di embargo della bevanda nel Paese. La Bbc segue le tracce della bibita più venduta del pianeta, per scoprire che oramai sono rimaste solo due le nazioni in cui non si può acquistare: Cuba e Corea del Nord.
Già, perché nelle comunità più povere e malnutrite, e con un reddito basso, la Coca Cola rappresenta una risorsa calorica alternativa conveniente; è economica e accessibile, a volte più della stessa acqua. Si sa, in Stati come il Chiapas, l'accesso all'acqua potabile non è costante.