Gli avverbi di negazione non, né di regola precedono immediatamente il verbo; ma le particelle atone non possono essere separate da quest'ultimo e quindi si inseriscono fra la negazione ed il verbo: ad esempio, non ci vengo invece di non vengoci.
Se questo è espresso, la negazione si premette di regola alla forma verbale: non voglio, non acconsentì, lo pregò di non andarsene, gli dissi che non sarei venuto; se il verbo è accompagnato da una o più particelle pron. o avv., queste si collocano generalmente tra il non e il verbo: non lo faccio, non ci vado, non te ...
Un avverbio di modo non può essere collocato fra un verbo e il suo complemento oggetto. L'avverbio deve essere collocato o davanti al verbo o alla fine della frase.
L'avverbio è una parte invariabile del discorso, la cui funzione è determinare il significato di un verbo (dorme saporitamente), un aggettivo (molto buono) o un altro avverbio (troppo duramente).
NE è una particella che ha la funzione di pronome e può avere diversi usi. Può essere usato come: Pronome personale indiretto: di lui, di lei, di loro, da lui, da lei, da loro.