Domanda di: Valdo Sartori | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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I Paesi in cui il ripugnante uso di cibarsi di carne umana sembra essere più diffuso, sono prevalentemente asiatici: India, Papua Nuova Guinea ed Isole Fiji, ma non ne sarebbero estranei anche molti paesi africani, tra i quali il Congo e la Liberia.
Il popolo Korowai vive all'interno delle foreste pluviali che si trovano nella parte occidentale del territorio di Papua Nuova Guinea ed è alquanto recente il contatto con il mondo esterno che avvenne solo nel 1974.
Si dicono endocannibali i popoli che mangiano i proprî parenti e, soprattutto, i proprî figli, come fanno alcuni Australiani dopo aver messo a morte i loro piccoli per altre ragioni (decimazione della prole); ed esocannibali quelli che sono soliti di consumare la carne degl'individui estranei alla tribù.
Diversa l'opinione di Armin Meiwes, il noto "cannibale di Rotenburg" che nel 2001 ha macellato, cucinato e mangiato un altro essere umano (salvo poi diventare vegetariano una volta detenuto): «Ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara, più sostanziosa».
Esiste una ragione biologica per cui il cannibalismo è un tabù in quasi tutte le culture: mangiare altri esseri umani può portare alla morte. Nello specifico, nutrirsi di carne umana provoca il cosiddetto “kuru”, una malattia del cervello simile al morbo della mucca pazza.