Domanda di: Ing. Marzio Palmieri | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Nelle zone collinari e alpine su terreni bagnati o umidi ricchi di sostanze nutritive su falde detritiche, lungo i corsi d'acqua e i sentieri, in terreni infestati dalle erbacce, nella boscaglia alluvionale; pianta coltivata.
L'assenzio è in grado di crescere spontaneamente in terreni incolti e aridi ed è molto comune ritrovarlo anche nelle vicinanze dei centri abitati nelle regioni montane e submontane. Si tratta di una pianta che predilige climi temperati e una posizione esposta al sole ma comunque riparata, in quanto soffre il freddo.
L'unica eccezione era l'assenzio contenente tujone, una neurotossina che, a dosi elevate, può causare confusione e attacchi epilettici, ma è associata anche ad altri sintomi come vertigini, allucinazioni e visioni.
Disturbi alla vista e all'udito, spesso considerati allucinazioni visive o auditorie, rientrano spesso nei cosiddetti effetti collaterali o comunque indesiderati. In alcuni casi, l'assenzio può causare un genere di convulsioni non attribuibili al solo alcol.
Nonostante questi aspetti comuni, artemisia e assenzio non sono però la stessa pianta: il nome botanico dell'artemisia è infatti Artemisia vulgaris. L'artemisia viene utilizzata con le stesse indicazioni dell'assenzio ma la pianta risulta meno tossica e anche meno efficace.