Domanda di: Ing. Neri Silvestri | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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– come pronome ➔personale, è usato al posto delle forme di ciò, da ciò, di questo, da quello ecc. Vorrei una caramella all'anice: ce ne (= di queste) sono ancora? Con accento grafico, né (dal latino nec) è una congiunzione ➔copulativa con il significato di 'e non'.
Il ne con funzione di pronome dimostrativo o personale ha valore di «di ciò, da ciò, di questo, da quello» e «di lui, di lei, di loro» e sostituisce queste forme nelle frasi: «Ne (=di questo) parleremo più tardi», «Ti ricordi di Anna? Sì, me ne (=di lei) ricordo».
La particella ne viene usata anche come pronome partitivo per indicare una quantità, o meglio “una parte” di un “tutto”; per questo motivo si chiama “partitivo”.
Il ne' con apostrofo è la forma corretta soltanto quando sostituisce la preposizione articolata maschile plurale nei, anche se antiquata: Ho trovato quella frase ne' testi antichi; Ho immaginato che fosse presente ne' migliori articoli di giornale.
Risposta. «La particella ne deriva dal latino Inde ('di lì'), di cui conserva il valore primario di avverbio di luogo ("entrato in casa, ne uscì subito dopo").