Dopo il 1925 si stabilì nel Palazzo Reale a Torino, dove fino al matrimonio condusse una vita spensierata. Visse in una realtà sostanzialmente estranea dalla politica attiva, essendo relegato, per volontà dello stesso regime fascista, in una posizione marginale.
Il Pantheon è poi luogo di sepoltura di Re Umberto I, secondo Re d'Italia, morto assassinato nel 1900, e della consorte la Regina Margherita. Le loro tombe sorgono proprio nel lato opposto del Pantheon rispetto alla Tomba di Re Vittorio Emanuele II.
Inizialmente si installò al Quirinale, ma non amando questa reggia nella quale regnava costantemente l'ufficialità, decise, nel 1904, battendo numerosi contendenti, di riacquistare la Villa, che diventò la sua residenza privata, dove poter godere delle gioie familiari.
Vittorio Emanuele e la sua consorte Marina Doria sfoggiano tuttavia parte dei loro beni alla luce del sole; al numero 23 della Route d'Hermance, nel comune ginevrino di Vésenaz, s'affaccia infatti la loro villa di mille metri quadri, immersa in un parco sei volte e mezzo più vasto.
Il palazzo del Quirinale fu residenza dei pontefici sino al 1870, quando Roma venne annessa al neonato Regno d'Italia e re Vittorio Emanuele II lo confiscò per porvi la propria residenza ufficiale.