Sì, si può dire "più buono", ma spesso si preferisce la forma irregolare "migliore", che significa la stessa cosa in contesti di paragone (es. "questa torta è più buona/migliore di quella"). Mentre "più buono" è la forma analitica, "migliore" è quella sintetica e più formale, e si usano entrambe, ma evita forme doppie come "più migliore" o "più buonissimo", che sono scorrette.
Come nel caso di migliore / ottimo (da buono) o minore / minimo (da piccolo), tutti questi comparativi terminano in -ore e tutti questi superlativi terminano in -mo e non sono suscettibili di ulteriori gradazioni: non si può dire più superiore o superiorissimo.
Sebbene per il suo stesso sign. perfetto indichi condizione o qualità che non si possono ulteriormente accrescere, è usato il comparativo più p., meno p., per indicare un grado maggiore o minore di perfezione, e anche il superl. perfettissimo (da cui si ha anche l'avv. perfettissimamente).