Domanda di: Dr. Violante Silvestri | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026 Valutazione: 4.3/5
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Gli psicofarmaci non danneggiano il cervello in senso strutturale se assunti correttamente e sotto stretto controllo psichiatrico, ma agiscono alterandone la neurochimica per curare disturbi mentali. Possono presentare effetti collaterali, dipendenza (soprattutto benzodiazepine a lungo termine) o problemi di sospensione, ma non alterano la personalità né la distruggono.
Tutte e tre i trial riportarono risultati positivi per nortriptilina, amitriptilina, fluvoxamina e citalopram per il trattamento della depressione nei pazienti affetti da Parkinson.
Sbalzi d'umore, irritabilità, ansia o depressione. In alcuni casi, si può manifestare un'euforia temporanea. La persona che sviluppa una necessità crescente di aumentare le dosi per ottenere gli stessi effetti. Ciò può portare a sintomi di astinenza quando la sostanza viene ridotta o interrotta.
Gli psicofarmaci non cambiano il modo di essere una persona. L'antidepressivo, l'ansiolitico, lo stabilizzatore dell'umore non agiscono in questo modo. Chi dice il contrario mente. Non modificano il modo in cui pensate, agite o vivete.