I ciechi assoluti dalla nascita non percepiscono i colori visivamente, mentre chi è diventato cieco successivamente può talvolta vederli come luci o forme fluttuanti. La percezione dei colori per i non vedenti è spesso mediata da associazioni sensoriali (sinestesia), emozioni o descrizioni, che collegano una tonalità a sensazioni tattili o uditive.
Un cieco può scorgere l'idea di un colore se lo si descrive. L'azzurro per esempio può essere spiegato come colore vivace ma nello stesso tempo rilassante e lo si può abbinare al suono del mare e alla percezione dell'acqua. Il cieco può quindi abbinare il colore alla sensazione che ha attraversato gli altri sensi.
Per rendere questo aspetto, abbiamo sfruttato la "sinestesia": il ben noto fenomeno per cui, in tutti gli individui, un tipo di stimolo percettivo ne evoca spontaneamente un altro, come quando, ad esempio, diciamo che un colore è "caldo" o "freddo", associando una percezione tattile ad una visiva.
In realtà, i ciechi non vedono nulla, il buio non sanno cosa sia, proprio perché non hanno mai visto la luce. Questo discorso si riferisce ai ciechi dalla nascita, diverso è per chi cieco lo diventa, ma andiamo con ordine.
Le persone che ne sono affette non sono in grado di percepire alcun colore (rosso, verde e blu) e dunque hanno una visione monocromatica in bianco e nero, inoltre sono molto sensibili alla luce.