Domanda di: Lia Parisi | Ultimo aggiornamento: 5 maggio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Il congiuntivo è un modo verbale finito della lingua italiana, non un tempo. Esprime soggettività, incertezza, desiderio, dubbio o possibilità, solitamente in frasi subordinate introdotte da "che". Si articola in quattro tempi: presente, passato, imperfetto e trapassato.
Il congiuntivo è un modo verbale dell'italiano che esprime soggettività, come dubbi, desideri, opinioni, paure o possibilità, contrapponendosi all'indicativo che esprime la realtà oggettiva; viene usato soprattutto nelle frasi subordinate (introdotte da "che", "affinché", "sebbene", ecc.) e ha quattro tempi: presente, passato, imperfetto e trapassato.
I tempi semplici sono il presente e l'imperfetto; i tempi composti sono il passato e il trapassato. Il congiuntivo presente indica una possibilità la cui dipendenza è legata ad un verbo al presente o al futuro.
Il modo congiuntivo esprime un'azione o un modo di essere possibili, eventuali o desiderabili, ma non certi. Si chiama congiuntivo perché l'azione espressa dipende da un'altra per mezzo di una congiunzione.
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".