Il datore di lavoro è obbligato a concedere lo smart working?
In generale, il datore di lavoro non è obbligato a concedere lo smart working, trattandosi di una modalità organizzativa basata sull'accordo tra le parti. Non esiste un diritto soggettivo pieno al lavoro agile, sebbene le aziende debbano dare priorità alle richieste di specifiche categorie protette (genitori con figli piccoli, caregiver, persone con disabilità).
Come posso richiedere lo smart working al mio datore di lavoro?
Per attivare lo smart working è necessario fare un accordo scritto individuale tra il lavoratore e il datore di lavoro, per regolarità amministrativa e per prova. L'accordo può essere a tempo determinato o indeterminato, in quest'ultimo caso il recesso avviene con un preavviso non inferiore ai trenta giorni.
Quali sono le nuove regole per lo smart working nel 2025?
Nel 2025, la normativa italiana sullo smart working torna alla disciplina ordinaria, richiedendo l'accordo individuale tra datore e lavoratore, ma introduce novità significative dal 12 gennaio: comunicazione obbligatoria entro 5 giorni al Ministero tramite portale telematico, sanzioni per il mancato adempimento, e rafforzate tutele per i fragili (con possibili deroghe all'accordo individuale), oltre a nuovi obblighi informativi sulla sicurezza per le aziende.
Chi decide lo smart working?
Nonostante queste specifiche, però, il datore di lavoro è libero di decidere se prevedere o meno, tra le modalità di lavoro della sua azienda, lo smart working. In caso decida di non inserirlo, i dipendenti appartenenti alle già citate categorie, non possono richiedere di avvalersi di questa modalità di lavoro.
Come farsi dare lo smart working dal proprio capo?
Rivolgersi al responsabile diretto o al capo del personale: esporre la domanda di smart working in un incontro formale puntando l'attenzione sui benefici della richiesta e inviando anche una comunicazione scritta.
Trovate 16 domande correlate
Cosa deve fornire il datore di lavoro per lo smart working?
Il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile, e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un'informativa scritta, nella quale sono individuati i rischi generali e i ...
Quali sono i controlli del datore di lavoro per il lavoro in smart working?
Il lavoratore che opera in smart working è soggetto al controllo del datore di lavoro. Questo deve indicato nel contratto stipulato tra le parti e riguardano gli strumenti utilizzati dal lavoratore, come pc, tablet, smartphone, etc.
Chi ha diritto a lavorare in smart working?
Il lavoro agile o smart working è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro. Possono accedere tutti i lavoratori, le cui mansioni consentano tale svolgimento della prestazione.
Quali sono le motivazioni per richiedere lo smart working?
5 buoni motivi per continuare lo smart working nel post covid
- Aumento della produttività e Raggiungimento degli obiettivi. ...
- 2 Risparmio sui costi gestionali. ...
- 3 Essere sempre preparati alle emergenze. ...
- 4 Incentivo al lavoro femminile. ...
- 5 Maggiore sostenibilità ambientale.
Come richiedere smart working al datore di lavoro?
COME RICHIEDERE LO SMART WORKING NEL PRIVATO
Sia i dipendenti che i datori di lavoro privato possono richiedere l'attivazione della modalità di lavoro agile, sempre per iscritto con una domanda in carta semplice o secondo le modalità definite dal CCNL applicato.
Il datore di lavoro può revocare lo smart working?
Attualmente, lo smart working non è regolato dai contratti collettivi nazionali e può essere revocato dal datore di lavoro, previa comunicazione e nel rispetto di eventuali accordi.
Quando spetta lo smart working?
In Italia, lo smart working può essere richiesto ai datori di lavoro, in particolare quando si ha la necessità di conciliare la vita professionale con quella familiare o personale, di evitare lunghi spostamenti per raggiungere l'ufficio o di gestire particolari esigenze di salute.
Il datore di lavoro può negare lo smart working?
Consegue che, accertata la sussistenza delle condizioni per ricorrere al lavoro agile, il datore di lavoro non può agire in maniera irragionevolmente o immotivatamente discriminatoria nei confronti di questo o quel lavoratore, tantomeno laddove vi siano titoli di priorità legati a motivi di salute.
Chi decide i giorni di smart working?
Come già specificato, il datore di lavoro si può riservare il diritto di controllare gli orari di lavoro dei dipendenti in smart working, in accordo con la norma stabilita dal dlgs. 15 giugno 2015, n. 81, che autorizza a utilizzare strumenti elettronici (app, software) per gestire la rilevazione delle presenze.
Cosa cambia per lo smart working nel 2025?
Cosa cambia per lo smart working nel 2025
Dal 12 gennaio 2025 lo smart working prevede nuovi obblighi: comunicazione al Ministero entro 5 giorni (non più 20), sanzioni da 100 a 500€ per lavoratore non comunicato, e nuove tutele INAIL per infortuni domestici.
Obbligo di concedere smart working?
In questo caso, la risposta è che – se le esigenze lavorative e le mansioni del datore di lavoro lo consentono – il datore di lavoro è tenuto a concedere lo smart working al lavoratore. A sancirlo, è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 27913 del 4 dicembre 2020.
Lo smart working è un benefit?
Chiaramente no. Quello che sappiamo è che lo Smart Working influisce in positivo sulla produttività. Già da uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista “Harvard Journal of Technology and Economic” i ricercatori hanno dimostrato che lo Smart Working aumenta la produttività dei dipendenti.
Lo smart working finirà?
Dal 1° aprile 2024 lo smart working ritorna alla disciplina ordinaria e alla sua vera natura, con il primato della volontà delle parti per..
Come si attiva lo smart working nel 2025?
Dal 12 gennaio 2025, i datori di lavoro devono comunicare l'attivazione dello smart working entro 5 giorni dall'inizio della prestazione lavorativa, utilizzando esclusivamente il portale telematico del Ministero del Lavoro.
Quali sono i vincoli degli smart workers?
lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. In ogni caso, al lavoratore sono garantiti i tempi di riposo e la disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.
Potere di controllo del datore di lavoro smart working?
21 della legge stabilisce che l'accordo sullo smart working possa disciplinare anche il potere di controllo del datore nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Il controllo a distanza, infatti, sarebbe consentito solo per giustificati motivi.
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