Sì, il datore di lavoro è sempre tenuto a pagare le ferie maturate e non godute al termine del rapporto di lavoro (licenziamento, dimissioni, pensionamento), tramite l'indennità sostitutiva nell'ultima busta paga. Le ferie non si perdono e il pagamento è dovuto anche se la mancata fruizione è causata da esigenze aziendali o forzata.
Quanto tempo ha il datore di lavoro per pagare le ferie non godute?
Il datore di lavoro è tenuto al pagamento in busta paga dei ROL non goduti dal lavoratore, se non goduti entro i termini previsti dal CCNL di riferimento. Questi termini sono solitamente di 12 o 24 mesi, trascorsi i quali i permessi non goduti non vengono persi ma liquidati in busta paga.
Si può chiedere il pagamento delle ferie non godute?
Anche in questo caso il pagamento delle ferie non godute è ammesso dalla legge, perché riguarda giorni aggiuntivi al minimo legale. Quindi il dipendente può rinunciare a godere delle ferie in cambio di una retribuzione da inserire in busta paga.
Quando ti licenzi le ferie non godute vengono pagate?
Sì, la Sentenza di Cassazione n. 3021/2020 ha stabilito che l'indennità per ferie non godute rappresenta un compenso ai fini fiscali ed è quindi soggetta all'imposta sostitutiva IRPEF.
Un esempio pratico: se un dipendente a tempo pieno accumula circa 2 giorni di ferie al mese e si dimette a metà anno senza aver goduto di alcun giorno, l'azienda dovrà indennizzare circa 12 giorni di ferie, che equivalgono a un costo netto medio stimato di circa 500 euro.