Il datore di lavoro può rifiutare la 104?

Redazione Pubblicato il

No, il datore di lavoro non può rifiutare i permessi della Legge 104 se il dipendente ha diritto e ha ottenuto l'autorizzazione INPS, poiché è un diritto soggettivo sancito dalla legge, non una facoltà aziendale. Tuttavia, può concordare con il lavoratore la programmazione dei permessi per esigenze organizzative (se non urgenti) e intervenire solo in caso di abuso (es. utilizzo improprio) o mancanza di documentazione, potendo avviare procedimenti disciplinari.

Cosa fare se non accettano la 104?

Se hai motivate ragioni per sospettare un uso improprio dei Permessi legge 104, rivolgiti a noi per una consulenza professionale. Chiama il Numero Verde per ricevere immediatamente un preventivo ed una consulenza riservata e gratuita, oppure, utilizza il modulo presente sulla pagina per inviarci una richiesta.

Il datore di lavoro si può rifiutare di dare la 104?

No, il datore di lavoro non può negare i permessi previsti dalla Legge 104 se il dipendente ha i requisiti e la documentazione INPS, poiché è un diritto sancito dalla legge. Tuttavia, può chiedere una programmazione per esigenze organizzative e contestare l'abuso, ma non può rifiutare il diritto stesso, se non in presenza di prove di utilizzo improprio, che possono portare a sanzioni disciplinari. 

Il datore di lavoro può negare i permessi previsti dalla legge 104?

104/92 consentono al lavoratore portatore di handicap grave di fruire di tre giorni di permesso retribuito al mese, oppure di due ore di permesso giornaliero e a un lavoratore, per assistere un familiare affetto da handicap grave, di assentarsi dal lavoro fruendo di tre giorni di permessi retribuiti che possono essere ...

Cosa cambia nel 2025 per la legge 104?

Nel 2025, le novità sulla Legge 104 arrivano principalmente dalla Legge 106/2025, introducendo per lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità pari o superiore al 74% (oncologici, cronici o rari) un congedo non retribuito fino a 24 mesi e 10 ore annue di permesso retribuito per cure, oltre a tutele per lavoratori autonomi e la sperimentazione di un bonus mensile di 850 euro in alcune province per over 80 non autosufficienti, mentre si eliminano limiti di età per detrazioni fiscali figli disabili. Queste misure si affiancano, non sostituiscono, la Legge 104/92, estendendo le tutele per le patologie più gravi. 

RICHIESTA DI PERMESSO NEGATA DAL DATORE DI LAVORO: come comportarsi?

Trovate 37 domande correlate

Cosa cambia dal 1 gennaio 2026 per la Legge 104?

Dal 1° gennaio 2026 le tutele per i lavoratori fragili e per chi assiste persone con disabilità si ampliano con dieci ore annue di permesso retribuito.

Quanto tempo prima bisogna avvisare il datore di lavoro per 104?

La normativa vigente non prevede alcun preavviso da dare al datore di lavoro, tuttavia è necessario che il dipendente che intenda beneficiare di tali permessi dia tempestiva comunicazione al fine di evitare che l'organizzazione aziendale venga compromessa.

Quali sono gli obblighi di chi usufruisce della 104?

Risultato: chi ha la 104 ha l'obbligo di prestare, nei giorni di permesso, attività prevalente in favore del familiare disabile, ma questo non toglie che sia libero di organizzare tale assistenza per come meglio ritiene opportuno (e sempre nell'interesse del familiare) ed anche in modo intervallato.

Cosa fare se il datore di lavoro nega i permessi?

Cosa può fare un dipendente al quale è stato negato un permesso? Nel caso in cui i permessi retribuiti venissero sempre negati al lavoratore, egli può rivolgersi ai sindacati, alle associazioni di categoria, oppure all'ispettorato del lavoro.

Come richiedere i tre giorni della 104 al datore di lavoro?

Quali sono i Documenti da presentare al Datore di Lavoro per la Legge 104? Per poter usufruire dei permessi retribuiti o dei congedi straordinari previsti dalla Legge 104/92, il lavoratore deve prima inoltrare la richiesta all'INPS attraverso il portale online, il contact center o con l'ausilio di un patronato.

Chi ha la 104 non può essere licenziato?

La Legge 104/1992 tutela i diritti dei lavoratori che assistono familiari con disabilità grave, garantendo loro permessi retribuiti. Tuttavia, l'uso improprio dei permessi di legge​ 104 può legittimare il licenziamento da parte del datore di lavoro.

Chi paga la 104 INPS o datore di lavoro?

104 – sono permessi retribuiti destinati ai lavoratori dipendenti affetti da disabilità grave o che hanno familiari disabili in situazione grave. Si tratta di permessi orari retribuiti, quindi pagati direttamente dall'INPS o anticipati dal datore di lavoro, rapportati all'orario giornaliero di lavoro.

L'azienda può rifiutare un permesso 104?

No, il datore di lavoro non può negare i permessi previsti dalla Legge 104 se il dipendente ha i requisiti e la documentazione INPS, poiché è un diritto sancito dalla legge. Tuttavia, può chiedere una programmazione per esigenze organizzative e contestare l'abuso, ma non può rifiutare il diritto stesso, se non in presenza di prove di utilizzo improprio, che possono portare a sanzioni disciplinari. 

Come farsi accettare la 104?

Come richiedere la 104 all'INPS

Per richiedere la Legge 104 in presenza di patologie invalidanti, handicap e situazioni di disabilità è necessario rivolgersi in prima istanza al proprio medico curante, che produrrà un certificato volto ad attestare la natura delle infermità da inviare all'INPS.

Quali sono le patologie per ottenere la Legge 104?

La Legge 104 riconosce un'ampia gamma di patologie, da quelle fisiche (apparato locomotore, visivo, uditivo, ecc.) a quelle psichiche (depressione grave, schizofrenia), neurologiche (Alzheimer, Parkinson, SM), oncologiche, metaboliche (diabete con complicanze) e rare, che comportano un'invalidità civile minima (spesso 67% o superiore, fino al 100%) e/o la condizione di "handicap grave" (art. 3, comma 3, Legge 104/92) per ottenere agevolazioni lavorative, fiscali e di assistenza, valutate caso per caso da una commissione medica INPS.

Cosa cambia nel 2025 per i permessi 104?

Da agosto 2025 i lavoratori dipendenti, pubblici o privati, con malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare), che comportino un'invalidità pari o superiore al 74% possono richiedere un congedo non retribuito di durata massima pari a 24 mesi, da utilizzare in modo continuativo o frazionato.

Quanti giorni di preavviso devo dare al datore di lavoro per un permesso 104?

Nel regolamento di istituto troverai il termine di preavviso per la richiesta del permesso per motivi familiari e personali, generalmente dai 3 ai 5/6giorni.

Chi usufruisce della legge 104 può essere controllato?

E chi ne usufruisce può essere controllato? Sì. L'ordinanza n. 4670/2019 ha sancito, infatti, che sono da considerare legittimi i controlli effettuati dal datore di lavoro al fine di accertare l'utilizzo improprio dei permessi ex L.

Chi ha la 104 può uscire di casa?

Sì, una persona che sta fruendo di un permesso Legge 104 può uscire da casa. Durante il periodo di permesso, la persona può uscire da casa per svolgere le attività necessarie per la cura della persona disabile o per altre necessità personali.

Quanti soldi ti danno al mese con la 104?

La Legge 104 prevede per i permessi mensili (3 giorni o ore) un'indennità pari all'ultima retribuzione percepita, calcolata su voci fisse e continuative, anticipata dal datore di lavoro e rimborsata dall'INPS tramite credito contributivo, con massimali annuali, e per il congedo straordinario biennale un'indennità simile, con un massimale annuale stabilito dall'INPS (circa €57.038,42 nel 2025). Nonostante l'anticipo, i periodi di permesso retribuiti contano per tredicesima, ferie e TFR, e sono coperti da contribuzione figurativa.

Quali sono le nuove regole per il permesso 104?

La nuova normativa sulla Legge 104, che entra in vigore dal 1° gennaio 2026 (Legge 106/2025), introduce 10 ore annue extra di permesso retribuito per lavoratori con malattie oncologiche, croniche o invalidanti (invalidità ≥74%) e per i genitori di minori nelle stesse condizioni, oltre ai 3 giorni mensili standard, più un congedo straordinario non retribuito fino a 24 mesi e un diritto prioritario allo smart working al rientro, per i casi più gravi, con l'obiettivo di conciliare lavoro e cura.
 

Cosa consegnare al datore di lavoro per la 104?

La domanda deve essere inviata all'INPS, esclusivamente in via telematica, sul modello predisposto, allegando il verbale di riconoscimento di handicap grave. Successivamente, è necessario consegnare copia della domanda al datore di lavoro, con il numero di protocollo dell'invio effettuato.

Cosa succede se non si usufruisce dei permessi legge 104?

La normativa attualmente in vigore prevede che i permessi non goduti nel mese non possano essere recuperati in un periodo successivo, ma si perdano. Inoltre se il lavoratore deve fornire assistenza a 2 familiari disabili, ha diritto al cumulo dei permessi, ma l'attività di accudimento deve avvenire in tempi diversi.