Tra i diversi argomenti i temi più rilevanti che scaturiscono dalla riflessione di Montaigne troviamo la critica all'antropocentrismo ovvero all'idea che vi sia un ordine nella natura a misura d'uomo, e che tutto ciò che accade nel mondo sia in qualche modo funzionale all'umanità.
La visione culturale e antropologica di Montaigne è relativistica. Il filosofo afferma che tutte le civiltà sono uguali, non ve n'è una migliore delle altre. Egli dà un interessante concezione delle popolazioni barbare.
L'uomo deve liberarsi dall'angoscia delle cose che ancora devono accadere o che sono già accadute; la paura della morte inoltre è insensata dato che non è un qualcosa di negativo, ma fa parte del normale scorrere della vita e liberarsi da questa paura significherebbe vivere più serenamente.
In che cosa consiste il relativismo culturale di Montaigne?
Relativamente a ciò Montaigne elabora il concetto di relativismo culturale, secondo cui non esiste una cultura superiore alle altre, è quindi necessario sviluppare un atteggiamento di rispetto nei confronti di ogni tipo di cultura. Esso costituirà la base del pensiero di Rousseau.
Se l'uomo non ha alcuna comunicazione con l'essere, l'unico essere che possiede è l'esserci, la vita, l'esistenza. La sua unica “sostanzialità” è la relation avec altrui.