Domanda di: Ing. Silverio Silvestri | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2023 Valutazione: 4.7/5
(39 voti)
Più evidenti e importanti sono per lui le espressioni della religione dei morti e di quella delle acque di vena e del cielo. Sono manifestazioni fondate soprattutto sull'animismo (culto dei defunti nelle tombe dei giganti) e sul naturalismo (culto dell'acqua nei pozzi).
La religiosità dei Sardi nuragici si è caratterizzata, in modo particolare, per il culto delle acque, che rappresentavano per certi versi una “benedizione” della natura, ma a volte anche il mezzo attraverso il quale si manifestava il giudizio divino.
L'origine dei sardi è incerta. È probabile che i primi abitanti dell'isola, che diedero origine alla civiltà dei Nuraghi 7-8 mila anni fa, provenissero da Italia e Grecia. I sardi conservano però caratteristiche genetiche specifiche che li rendono diversi dalle altre popolazioni europee.
Oltre alle costruzioni megalitiche e ai tantissimi reperti trovati in tutto il territorio isolano, di quel periodo non restano tracce di scritti. Non sappiamo come comunicassero tra di loro, ma una cosa è certa: sapevano lavorare molto bene i metalli, in particolare il bronzo.
La religione praticata dai nuragici era di tipo politeista e naturalista. Adoravano la Gran Madre, raffigurata con statuine, dea della fertilità e della maternità e il Dio Toro, scolpito sulle pareti delle abitazioni. Queste due divinità erano anche raffigurate sui Menhirs, grosse pietre infisse nel terreno.